Volume 4-5

dicembre classe 5a Sono arrivata in Europa scalza e con un solo vestito addosso. Poi le cose sono andate migliorando, almeno un po . Io, però, facevo fatica a parlare, a raccontare di me. Stavo zitta, pensavo a Madiba e portavo i bongos sempre con me. Sono stata zitta finché non ho incontrato Alex. Suoni? mi ha chiesto, indicando gli strumenti che avevo appoggiato al banco. Era il mio primo giorno di scuola e lui era uno della mia classe. Io non gli ho risposto. Lui si è seduto vicino a me. Posso? ha domandato, allungando le mani verso i bongos. Ale ha cominciato a suonare. Io ho seguito il ritmo, tamburellando le dita sul banco. Mi sembrava di essere tornata a casa, anche se stavo in una scuola, seduta in una classe, vicino a un ragazzo che non era Madiba. passato del tempo da allora, ma non così tanto. Io parlo con Ale e con gli altri. Ale parla con me. Anche gli altri parlano con me. Abbiamo formato una band, facciamo musica a scuola e in città. Io ballo ogni volta che Ale suona i bongos e certe volte canto e mi sembra di somigliare al mio nome: Felicité. Di Madiba non mi posso scordare. Luisa Mattia, La felicità è appesa ai sogni, Lapis 2 Rispondi sul quaderno. Che cosa fanno i genitori di Felicitè prima di partire? Con quale mezzo attraversano il deserto? Perché Felicitè sente una grande pena nel cuore? Chi è Madiba? Qual è la meta del viaggio? Come si sente Felicitè nella nuova scuola? Con chi forma la band musicale? Che cosa vuol dire che Felicitè comincia a somigliare al suo nome? 105

Volume 4-5
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Giornate dai mille colori