Il fantasy

ITALIANO Il fantasy Una lezione per Nathaniel Soprattutto disse il maestro al ragazzo c è una cosa che dobbiamo ficcare nella tua testolina. I demoni sono molto malvagi. Se possono, ti faranno del male. Indicò una porta alle sue spalle. Scendi le scale e attraversa la stanza. In fondo troverai la mia scrivania. Sopra c è una scatola. Dentro, un paio di occhiali. Mettili e torna da me. Il ragazzo varcò la porta ritrovandosi in cima a una scala. Scese un gradino per volta e in fondo trovò un altra porta, girò il pomello e la spinse. Era tutto così normale. Una lunga stanza e in fondo una grande scrivania di legno. Il ragazzo si avviò verso la scrivania. A metà strada si fermò per guardarsi alle spalle. Niente... Eppure aveva avuto una sensazione stranissima... Si guardò di nuovo intorno. Era sicuro di aver sentito un rumore. Ma la stanza era vuota. Il ragazzo si volse verso la scrivania. La scatoletta di metallo luccicava sotto il Sole. Alle sue spalle udì una risatina. Si voltò di scatto, ma non c era nulla. Per un attimo rimase paralizzato dalla paura, poi aprì la scatola e vide un paio di occhiali. Un istante dopo li aveva in mano. Stava già correndo alla porta, ma qualcuno lo seguì. Nathaniel lo sentì saltellare alle sue spalle. Già intravedeva le scale, ma la porta si chiuse di botto. Il ragazzo si ricordò degli occhiali che aveva in mano e con le dita tremanti li inforcò sul naso. E vide quel che davvero c era nello studio. Centinaia di piccoli demoni riempivano ogni centimetro di spazio disponibile. Certi avevano un corpo enorme e la testa piccola come un arancia, in molti altri le proporzioni erano rovesciate. C erano una marea di scaglie e un oceano di peli. E tutti facevano del loro meglio per stare in silenzio, come volessero convincere il ragazzo che lì non ci fosse nessuno. Ma non appena il ragazzo mise gli occhiali, tutti capirono che poteva vederli. E allora con un urlo gli saltarono addosso. Il ragazzo lanciò uno strillo. Oppresso dal terribile baccano di ali e scaglie e piccoli artigli affilati che sentiva addosso, si raggomitolò a testa in giù. Venti minuti dopo, quando il maestro venne a recuperarlo, il ragazzo era ancora nella stessa posizione. Per un giorno e una notte non toccò cibo e per tutta la settimana successiva rimase muto. J. Stroud, L amuleto di Samarcanda, Salani 50

Quaderno 5
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Vacanze insieme