Guida docente classi 4-5

CLASSE 4 L eroe di Bosconero C era un angolo, nella Foresta di Smeraldo, dove non arrivava mai il sole. Era un avvallamento fosco e umido, evitato persino dai cercatori di funghi, perché il sottobosco di rovi e sterpi formava un intreccio inestricabile. La gente lo chiamava Bosconero. Proprio là sotto viveva una numerosa compagnia di animaletti che aveva scelto quell angolo inospitale soprattutto per motivi di sicurezza. C erano famiglie di pernici, di lepri, di scoiattoli, di ghiri, di ricci, di tassi che avevano scavato tane e costruito rifugi tra gli sterpi e le radici degli alberi. Il lupo e il falco non sarebbero mai riusciti a minacciare gli abitanti di Bosconero. I quali avevano ugualmente dei problemi. «Ahi! , «Bada a dove vai! , «Giù i piedi dalla mia coda! . Strilli e frasi come queste risuonavano dal mattino alla sera a Bosconero. Perché, anche di giorno, era tremendamente buio. Gli animaletti, uscendo e rientrando di casa, battevano delle incredibili capocciate e, sulle piste che portavano da un quartiere all altro, spesso avvenivano scontri paurosi tra pernici e lepri o tassi e ricci, con grovigli di becchi, zampe, code e pungenti aculei. Il peggio avveniva quando le sentinelle lanciavano l allarme per l arrivo di qualcuno dei nemici di Bosconero: il furetto, la civetta, la volpe, l allocco. Nello spasimo della fuga si formavano degli ingorghi di povere bestiole che, inevitabilmente, finivano negli artigli e nello stomaco degli ingordi nemici. «Così non può continuare! , decise un giorno il sindaco di Bosconero, Tasso Torquato. «Convoco l assemblea di tutti gli abitanti di Bosconero . La voce si sparse e il giorno dell assemblea non mancava nessuno, neppure Tartaruga Vittoria, che aveva dovuto partire il giorno prima per arrivare puntuale. Tasso Torquato espose il problema in termini molto chiari: il buio perenne di Bosconero provocava troppi guai. Non c era che una soluzione, secondo il Primo Consigliere Scoiattolo: trovare una fonte di luce. Già, ma come? «Facciamo arrivare il Sole! , propose Ghiro Giovanni. «Apriamo un varco tra i rovi e le foglie . «Così arriveranno falchi e predatori! , sentenziò Madama Pernice. I pareri e le proposte cominciarono a intrecciarsi in una gran confusione. «Basterebbe un po di fuoco , disse Vittoria con il suo vocione. Stranamente la sentirono tutti. «Giusto! Il fuoco! Il fuoco! , cominciarono a gridare tutti. «Con il fuoco potremmo rischiarare le piste e tenere lontani furetti e civette , disse il saggio Scoiattolo. «D accordo! Potremmo stabilire dei turni per sorvegliarlo e alimentarlo, come fanno gli uomini , disse Tasso Torquato. «Dimenticate solo un particolare: chi andrà a penderlo? . L assemblea piombò in un silenzio imbarazzato. «Potrei andarci io , borbottò la Tartaruga Vittoria. «La mia corazza può difendermi dagli attacchi dei predatori . «Ti ringrazio, Vittoria , rispose Torquato, «ma senza offesa, ci metteresti troppo tempo . «Vado io! , squittì una vocina, che fino a quel punto non si era sentita. Era Riccio Gustavo. Tutti si voltarono verso di lui e il povero Riccio divenne tutto rosso. Ma impavido continuò: «Andrò a chiedere un po di fuoco al Sole e lo porterò qui. Se incontro i predatori ho i miei aculei per difendermi! . Riccio Gustavo era giovane e ardito e l assemblea accettò la sua candidatura. Anche perché non si fece avanti nessun altro. Il giorno dopo, Riccio salutò mamma e papà e partì alla ricerca del fuoco. Il giovane riccio passò con cautela i confini di Bosconero. Sentiva il tamburino del cuore che martellava a più non posso. Il sottobosco si fece più rado, l erba più verde. Per la prima volta, poi, Riccio Gustavo vide le farfalle che giocavano con i raggi del sole. Le guardò estasiato. «Sono angeli , pensò. Subito dopo, il terreno cominciò a tremare, mentre uno strano rombo si avvicinava. In preda al terrore, Gustavo si appallottolò come fanno tutti i ricci all avvicinarsi di un pericolo. Per pura 97

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Gocce di vita