L'Ora di Religione - N° 7

Senso e valore del limite. Educare al senso e al valore del limite significa favorire l autonomia e la sicurezza, quale protezione dai desideri illusori e dalle emozioni che possono rendere fragili. Ad abitare la realtà con fiducia il bambino lo impara da adulti che sanno contenere i suoi «eccessi e che, attraverso gesti rassicuranti e regole sagge, lo accompagnano a crescere. così che il bambino passa dal contenimento «esterno a quello interno, il controllo di sé. Conquista favorita dalla consapevolezza che la libertà è per natura libertà di scelta per il Bene. «Si insegna ciò che si è : una verità pedagogica e un monito per ogni insegnante. Essere temperanti significa non essere appassionati? Tutt altro! Chi sa vivere le passioni con misura; chi orienta i propri desideri verso il bene; chi si controlla nelle reazioni e nelle azioni; chi sceglie la sobrietà come principio di vita è testimone di armonia, ordine, gioia, amore. Come vivere la temperanza nelle aule? Le occasioni davvero non mancano, in particolare nel contesto della relazione con gli alunni. La misura dell amore. L espeDesideri e valori. Educare il derienza scolastica racconta quanto siderio significa aiutare i bambini a IL NOCCIOLO possa essere difficile la relazione comprendere che dai «sogni nascoVivere la temperanza da insecon gli alunni, i cui atteggiamenno le mete che portano a realizzare gnanti significa operare scelti possono portare gli insegnanti se stessi e la vita. Educare ai valori te fondamentali nella gestio«al limite . Essere temperanti, sisignifica orientare a riconoscere le ne della relazione educativa, gnifica esercitare l autocontrollo «realtà che danno senso e pienezza attraverso il controllo delle proprio in quelle occasioni. Il doall esistenza: la persona, per far maproprie reazioni, la sobrietà, cente che sa frenare l istinto ad turare il rispetto; l amore, per volere il l equilibrio. intervenire con forza nel caso di bene dell altro ed essere capaci di doun comportamento scorretto, a narsi; la giustizia e la pace da costrugestire con autorità la classe, a non raccogliere ire attraverso la solidarietà; la felicità, frutto della la sfida aperta dell alunno che lo contrasta, ha sapienza che accorda mente e cuore. L insegnante la possibilità di riconoscere che è più efficace un di Religione non può sottrarsi a questo compito: è, insieme, il suo contributo alla formazione e l espresintervento paziente e riflessivo, una discussione sione della sua testimonianza cristiana. critica partecipata, una gestione che sa avvalersi della collaborazione degli alunni e della loro libeSentimento religioso e bellezza. Educare al ra iniziativa. sentimento religioso significa coltivare nei bambiLa sobrietà delle parole. In un tempo di comunicazione «sopra le righe , è molto importante che l insegnante usi le parole «pensate . Parole chiare senza ambiguità, accoglienti senza giudizio, orientanti senza imposizioni. Parole che servono per costruire le relazioni in classe. Parole «non ostili perché si dimostra che si può esprimere se stessi e il proprio pensiero, ascoltare prima di parlare, valutare le conseguenze delle parole, discutere le idee rispettando le persone. ni lo stupore e la meraviglia; la fiducia dell essere amati; l apertura del cuore al Trascendente; la relazione con l Assoluto. Riconoscere la bellezza e la bontà nella Creazione è via che permette ai bambini di intuire il senso del mondo e della vita; scoprire che Gesù ama ogni uomo è contesto in cui maturare la capacità di amare; comprendere la fede in Dio è campo in cui fondare la fraternità universale. L equilibrio nel confronto. Si cresce nella relazione: l insegnante di Religione sa bene che dialogare è strategia didattica che l insegnante di Religione deve adottare, ancor più delle spiegazioni. Perché è attraverso il dialogo che è possibile far crescere il pensiero critico, la riflessione profonda, l argomentazione fondata. Un dialogo che accetta la sfida del confronto e sa affermare la verità con ragionevolezza. A conclusione del percorso è lecito chiedersi: «Vale la pena essere virtuosi ? . Decisamente sì, nonostante le fatiche. Per essere testimoni di uno stile di vita che può essere scelto come riferimento e modello per scelte personali. Dagli alunni, sicuramente, ma anche per i colleghi. Perché la scuola sia sempre più una comunità educante. Uno stile di vita che lascia il segno Nei sono a disposizione alcuni suggerimenti per approfondire l argomento. Educare l animo La temperanza nella scuola si vive anche educando alla pienezza dell essere. L Ora di Religione 9 Aprile-Maggio 2024 FORMAZIONE IDR Vivere la temperanza da insegnanti

L'Ora di Religione - N° 7
L'Ora di Religione - N° 7
Aprile-Maggio 2024