INTELLIGENTEMENTE - Trova il tempo di sperare! di Ludovica

PRIMARIA IntelligenteMENTE Chi spera dona speranza Trova il tempo di sperare! Ludovica Mazzuccato Insegnante Una società che non ha tempo Siamo sempre tutti di corsa. Non abbiamo mai tempo. Il problema principale è che la vita di oggi ci porta a voler fare troppe cose; ciò innesca un circolo vizioso e stressante che ci fa percepire il tempo come un nemico. necessario accettare che non possiamo fare tutto e imparare a dare delle priorità in base a che cosa ci è indispensabile per raggiungere la maggior serenità possibile. comprensibile che ciascuno di noi debba adempiere a dei precisi doveri, ma il rischio è che diventino tali anche i «piaceri . Il tempo che trascorriamo senza «produrre qualcosa di tangibile viene considerato tempo perso. Ecco, dunque, che pochi ormai dedicano dei momenti per prendersi cura della propria anima, per meditare, per dare un senso alle lancette che corrono sul quadrante dell orologio. così che, di fronte alle prime difficoltà, non abbiamo «riserva di energia interiore da cui attingere. Finché c è vita Eppure un antico proverbio recita: «Finché c è vita, c è speranza . La speranza è un atteggiamento costitutivo della condizione umana. In effetti, l unico tempo che viviamo perché è l unico L Ora di Religione 48 a noi disponibile è quello della speranza: quello spazio tra il «già (l adesso) e il «non ancora (il prossimo passo). Se chi ci sta parlando interrompe per un attimo il fluire delle parole, noi restiamo in attesa della parola non detta. Parlare e ascoltare significano, in fondo, un collocarsi tra la parola ascoltata e quella attesa. La mente umana conserva nella memoria i compiti non conclusi, quasi a dirci che non sopportiamo che la speranza rimanga delusa. A sperare si apprende subito, proprio agli inizi dell esistenza, attraverso una dinamica relazionale. Quando il bambino avverte un bisogno fisiologico attende e spera che qualcuno allevi la sua sofferenza. Il fatto che ci sia una risposta (nonché i tempi della risposta) strutturano nel bambino la base affettiva e le modalità della speranza. Quando la madre (o la figura del caregiver) è assente, il bambino, ricordandola, spera che ritorni: in questo modo trasforma l assenza in tempo dell attesa e attraversa questo tempo con la speranza. Gli studi sull infanzia abbandonata hanno mostrato che se la madre non torna (e nessuno la sostituisce) il bambino sviluppa lentamente una depressione tale da rinunciare a nutrirsi e arrivare a morire. La speranza è contagiosa , dunque, necessario che la nostra idea di tempo abbia come filo conduttore: la speranza. Quest ultima, se letta in chiave cristiana, ha Aprile-Maggio 2024

L'Ora di Religione - N° 7
L'Ora di Religione - N° 7
Aprile-Maggio 2024